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Produzione

Come si fa un video con l'intelligenza artificiale

Il primo video AI che abbiamo fatto è stato un casino: niente tutorial, settimane di tentativi, e una regola che non abbiamo mai cambiato — prompt semplici, sempre.

Un articolo di Luca Macaluso, founder di NNZN Studios · 01/07/2026

Il nostro primo video AI è stato un casino. Non esistevano tutorial: abbiamo dovuto sperimentare per settimane, provando e sbagliando, per fare anche solo una scena di pochi secondi. Da lì è nato il nostro metodo — e non è cambiato molto da allora.

Si parte sempre dallo script, mai dal prompt

Il lavoro non inizia mai con la generazione di una clip o di un'immagine. Inizia molto prima. Il primo step, per ogni video che facciamo, è scrivere uno script in cui delineiamo l'obiettivo, il perché lo stiamo facendo, a chi va il video. Prima del cosa e del come, pensiamo al perché e a dove vogliamo arrivare.

L'intelligenza artificiale non ha cambiato questo. La base di partenza resta sempre la nostra esperienza, quello che vediamo e viviamo ogni giorno — poi lo rielaboriamo attraverso l'AI per dargli una forma nuova.

Perché non crediamo nei prompt complicati

Non abbiamo mai creduto, e non crediamo tuttora, nei prompt complessi di 14 pagine Word. I nostri sono composti da poche righe: diciamo solo il movimento o l'inquadratura che ci aspettiamo. Per nostra esperienza, più complichi il prompt, più la richiesta rischia di essere fraintesa o di creare allucinazioni.

Non è pigrizia: è che un'istruzione semplice lascia al modello meno margine per confondersi, e a noi più controllo su cosa scartare e cosa tenere. Per un solo video di prodotto abbiamo generato più di 27.000 immagini.

Quello che sembra facile è di solito il più difficile

C'è una cosa che raramente si racconta: si vede solo il risultato finale, mai quanti tentativi sono serviti per arrivarci. Le scene che sembrano più semplici — una persona che cammina, un liquido che si versa, una transizione tra due ambienti — sono quasi sempre quelle che costano più lavoro.

In uno dei nostri primi video abbiamo provato a far entrare un drone in un torrente fino a una brocca che versa acqua in una moka. Un'idea che volevo fortemente io. È stata un fallimento totale in termini di tempi e costi. L'abbiamo tenuta lo stesso, perché il risultato ci piaceva.

La consistenza è il problema vero

Con l'AI generativa non hai la possibilità di avere contemporaneamente cinque o sei angolazioni coerenti della stessa scena. Un prodotto può cambiare forma e dimensione a ogni generazione. Un paesaggio fatica a restare identico se cambi solo la luce, dal sole alla pioggia. È il limite più concreto con cui lavoriamo ogni giorno, non un dettaglio tecnico marginale.

Quando l'AI non basta, si torna agli strumenti classici

La resa cinematografica di un'immagine generata può essere bellissima e il prodotto reale al suo interno sbagliato — cambia forma, perde i dettagli di marchio. In quei casi il passaggio finale è manuale: Photoshop, non un altro modello. Sapere quando fermarsi con l'AI e tornare al lavoro tradizionale è parte del mestiere quanto saper scrivere un prompt.

Si ricomincia da zero, spesso

Nove volte su dieci un video parte, arriva al 70% del lavoro e poi riparte da zero, perché qualcosa — un'ambientazione, un tono, un personaggio — smette di convincerci. Non è un fallimento del processo: è il processo.

Gli strumenti cambiano, il metodo no

In un solo progetto abbiamo usato almeno cinque o sei intelligenze artificiali diverse — generazione immagini, upscaling, generazione video, editing. Gli strumenti che preferiamo cambiano ogni pochi mesi; quello che scriviamo qui sopra, invece, è la parte che non cambia mai, indipendentemente dal modello che uscirà il prossimo anno.

Se stai valutando un video aziendale e vuoi capire cosa aspettarti dal processo, guarda come lavoriamo sui video aziendali. Se invece vuoi imparare il metodo per intero, con esercizi sul tuo materiale, trovi il percorso completo in

NNZN Academy.