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Storytelling

Storytelling: ha senso nel 2026?

La parola storytelling è stata consumata dall'uso. Il bisogno di storie invece è rimasto, ed è una delle cose che un algoritmo fatica di più a riprodurre.

Un articolo di Luca Macaluso, founder di NNZN Studios · 10/07/2026

NNZN Glitch 0001
Fotogramma da NNZN Glitch 0001

"Storytelling" è una delle parole che sento di più e sopporto di meno, perché è stata svuotata a forza di ripeterla. Provo a ridarle un significato dal punto di vista di chi costruisce storie per lavoro.

Il problema è come viene usato

Negli ultimi dieci anni "storytelling" è diventato un contenitore vuoto. Ogni presentazione aziendale, ogni post LinkedIn, ogni video da 30 secondi viene venduto come "storytelling". Il risultato: una parola che dovrebbe significare "saper raccontare una storia" è diventata sinonimo di "marketing con pretese".

Che cos'è lo storytelling

Lo storytelling è il modo in cui il cervello umano organizza l'esperienza, prima ancora che una tecnica di marketing. Pensiamo per storie più che per dati: causa ed effetto, tensione e risoluzione, un personaggio che cambia. Questo non dipende dalla tecnologia né dalla piattaforma.

Perché nel 2026 è più rilevante che mai

L'AI può generare quantità enormi di contenuti, e lo sta già facendo. Produrre tanto ormai è la normalità e non dà più alcun vantaggio. Per emergere bisogna avere qualcosa da dire e dirlo in un modo che si ricordi. Lo storytelling è questa competenza.

I tre errori che lo rendono inutile

  • Parlare di sé senza conflitto: "Siamo nati nel 2010 e facciamo cose belle" non è una storia. Una storia ha tensione, un problema, una svolta.
  • Confondere format con narrazione: fare un Reel non è fare storytelling. La narrazione è nella struttura, non nel contenitore.
  • Copiare strutture senza capirle: il "viaggio dell'eroe" applicato a un lancio di prodotto spesso fa sorridere. Bisogna capire cosa fa funzionare una storia prima di applicare un modello.

Quando funziona nel business

Funziona quando è specifico, quando ha un punto di vista chiaro e non cerca di piacere a tutti. Un brand che racconta come prende le decisioni, con i dubbi, i compromessi e le scelte impopolari, è più credibile di mille video motivazionali. Mostrare un po' di vulnerabilità, con misura, è una delle forme di racconto più forti nel business.

La risposta alla domanda

Sì, lo storytelling ha senso nel 2026, a patto di smettere di chiamarlo così e raccontare qualcosa di vero in un modo che qualcuno voglia ricordare. Se vuoi imparare a costruire queste storie, trovi il percorso in NNZN Academy.