Opinioni
Due anni di IA nei video: è cambiato tutto, tranne la creatività
Dal testo al video fino alle reference con i timestamp. E perché la parte creativa conta quanto prima, se non di più.

In due anni è cambiato tutto. L'approccio, il modo di scrivere i prompt, ma soprattutto la struttura del lavoro.
Dal testo alle reference
All'inizio lo strumento più semplice era il text-to-video: scrivevi una descrizione e speravi. Poi è arrivato l'image-to-video, che ti permetteva di partire da un'immagine costruita con cura. Poi il video-to-video.
Oggi siamo a un livello che due anni fa sembrava impossibile. Alcuni strumenti accettano fino a cinque video e dieci immagini di riferimento nello stesso lavoro. Puoi indicare i fotogrammi con i timestamp, partire da un video girato e sostituire i personaggi, gli oggetti, le location, e usare anche video 3D come riferimento. Il nostro primo video, la Moka, lo abbiamo fatto quando tutto questo non esisteva.
Cosa non è cambiato
Quello che dico sempre, e che dirò sempre, è che dal mio punto di vista non è cambiato il modo di ragionare la creatività. Chi usa l'IA viene accusato di replicare, di rielaborare, di usare solo la statistica. È oggettivamente vero. Ma non credo che prima fosse diverso.
Nessuno crea qualcosa da zero. Anche gli artisti hanno riferimenti, esperienze, una cultura che segna il loro lavoro. Magari vivo una certa vita che mi fa appassionare a un pittore, e la mia pittura ne sarà influenzata.
Con l'intelligenza artificiale succede la stessa cosa, se è usata bene: il risultato dipende dalla cultura, dall'esperienza e dalla vita di chi la usa. E deve seguire uno stile ben definito. Per questo la parte creativa resta centrale, nel brief, nelle immagini, nel video, nella composizione. Conta tanto quanto prima, se non di più. È quello che proviamo a fare nella direzione creativa di ogni progetto.