Metodo
Il prompt magico non esiste
Chi vende prompt e catene complicate promette risultati che un prompt da solo non può dare. Ecco come lavoro io.

Lo ripeto da quando ho cominciato, e lo ripeto fortissimo: il prompt magico non esiste.
Chi lo vende
Ci sono molte realtà che vendono prompt, o che fanno finta di credere che con prompt complessissimi o strategie complicatissime si ottengano risultati migliori. Niente di più sbagliato. Nei video fatti con l'intelligenza artificiale non è quasi mai il prompt a fare la differenza.
Il costo delle strategie complicate
C'è poi un aspetto di cui si parla poco. Le strategie molto complesse, come i sistemi agentici con controlli e interazioni a catena, sono estremamente costose in termini di token. Per chi lavora con un piano standard, pro o anche max sono praticamente impossibili da usare, perché consumano tantissimo.
Come lavoro io
Il prompt è importante, certo. Ma in tutta onestà uso spesso prompt molto semplici, soprattutto quando animo un'immagine e la trasformo in video. Non uso catene complesse. Il lavoro grosso lo faccio prima, sull'immagine: se l'immagine di partenza è giusta, il prompt può restare semplice.
Con le riprese ibride è diverso, perché lì uso tecniche diverse: prompt con dei timestamp, reference precise da seguire. Ma anche lì non c'è nessuna formula segreta.
Quando il modello sbaglia
Quando un modello video sbaglia, sbaglia sia con un prompt buono sia con uno cattivo. Serve una conoscenza profonda del prompting, questo sì. Quello che non serve sono le soluzioni preconfezionate: le aziende che ti vendono il prompt pronto da copiare e incollare. Non funziona, e non è corretto, perché prende in giro le persone.
Come lavoriamo con l'IA, passo per passo, è spiegato nella pagina sulla produzione video AI. Il caso di Breil Velour mostra cosa succede quando il lavoro è sull'immagine e sulla materia.