← Tutti gli articoli

Metodo

Perché, quando posso, parto da una ripresa reale

Nei video con l'intelligenza artificiale la camera conta ancora. Ecco cosa cambia quando il punto di partenza è un girato.

Un articolo di Luca Macaluso, founder di NNZN Studios · 24/10/2026

Il prima e dopo del video con Andrea Ravo Mattoni: la ripresa reale e il risultato con l'IA

Dipende sempre dal brief e dal concept. Ci sono video che nascono interamente con l'intelligenza artificiale e funzionano benissimo così. Ma quando riesco a partire da una ripresa reale ho un controllo sulla scena che in altri modi è difficile ottenere.

Il controllo

Con una ripresa reale decido io la luce, la composizione, gli spazi. Lo stesso controllo si può avere anche costruendo la scena in 3D, per esempio con Blender, ed è una strada che usiamo. Con la camera però il controllo è molto preciso, e quello che vedo nel monitor è già il punto di partenza del video finale.

L'emozione

Nei video realistici con protagonisti umani la differenza si vede ancora di più. Le espressioni sono quelle che la persona ha fatto davvero mentre la riprendevamo: uno sguardo, un'esitazione, un sorriso che arriva un attimo dopo. Sono dettagli che una ripresa porta con sé, e il risultato trasmette molta più emozione.

L'IA come post-produzione

Il modo più semplice per spiegarlo è questo. È come se la persona ripresa indossasse una tuta verde dentro un green screen professionale, e l'intelligenza artificiale fosse tutta la post-produzione. Ambienti, costumi, oggetti, effetti, luci: tutto quello che intorno alla persona deve cambiare, lo cambia l'IA. L'azione, l'inquadratura e la recitazione restano quelle girate.

C'è un altro vantaggio che mi piace molto, la qualità. Il video finale riprende la qualità della camera che abbiamo usato, la sua grana, i suoi colori. Poi si possono modificare in post-produzione o direttamente con l'IA, ma il punto di partenza ha un'altra estetica e un'altra espressività.

I movimenti di camera

Se mi serve un movimento particolare non devo costruirlo con prompt complicati o strategie strane. Lo faccio con la camera. Una camera a mano senza stabilizzatore, un reframing, un cambio di fuoco, un crash zoom: qualsiasi tecnica voglio usare, la giro, e poi l'IA la rifà.

Perché allora non girare tutto

Perché girare tutto vuol dire affrontare tutte le difficoltà di un set tradizionale, e non è affatto semplice. Servono un set da costruire, attori, attrezzature a noleggio, luci, una troupe. Partendo da una ripresa reale e lavorando il resto con l'IA evitiamo buona parte di questi costi, e arriviamo al risultato che avremmo voluto ottenere su un set vero.

Un esempio

L'ultimo video che abbiamo realizzato per la mostra di Andrea Ravo Mattoni racconta un ragazzo che cammina in un ambiente post-apocalittico, dentro una foresta. Ci sono banche distrutte, caveau abbandonati, soldi. Poi arriva un lago, e sotto la superficie dell'acqua compaiono delle scale.

Lo abbiamo girato dal vero, in un luogo scelto con cura perché avesse già quello che ci serviva: il bosco, il lago. Come attore di riferimento ho usato me stesso. Le banche, i soldi, le scene impossibili nel lago, e anche i colori, le luci e l'illuminazione, li abbiamo generati con l'intelligenza artificiale.

Altri esempi di produzione ibrida sono nella pagina Lavori, come il video pre-partita del Milano Hockey Club. Il nostro metodo è nella pagina sulla produzione video AI.